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mi|sù|ra

Il senso della misura

noSotto il tondino nero da me posto si nasconde il volto spento e interrotto del cadavere di un bambino tra le macerie di Gaza. Pur partecipando l’immenso dolore per la perdita di qualsiasi vita umana, in specie quella dei bambini, non trovo parole per descrivere l’orrore che mi fa il proliferare della ‘mostra’ esplicita e disinibita di questi poveri corpicini su Facebook e, credo, altri social network. Ho persino chiesto a chi ne ha pubblicato se non pensasse che i cadaveri dei bimbi debbano esser comunque preservati da tale sorta di orribile voyeurismo. E quale che sia il presunto fine ’superiore’ da raggiungere. L’attenzione, in fondo, non s’impone, si crea.

In altre parole si tratta di richiamarsi a quello stesso senso della misura che chiediamo a Israele anche riconoscendole il diritto a difendersi in qualche modo. E invece questo, così apertamente bistrattato, finisce per divenire appannaggio etico di chi si finge moderato per non dirsi, in realtà, conservatore.

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