s.m.
FO
1 buona reputazione, prestigio di cui una persona gode in base ai propri meriti e alle proprie capacità o in rapporto ai valori etici e sociali dominanti: perdere tutto fuorché l’o., difendere, salvare il proprio o., offendere, ledere l’o. di un casato, di una famiglia | spec. in società che considerano riprovevoli o infamanti per il sesso femminile i rapporti prematrimoniali o extramatrimoniali, dignità propria della donna che non ha avuto tali rapporti: infamare l’o. di una donna, attentare all’o. di una ragazza
2 gloria, fama: procurarsi o. sul campo; assurgere, balzare agli onori della cronaca, acquistare una subitanea notorietà presso i mass media, spec. in seguito ad avvenimenti o circostanze negative | vanto, prestigio: è tuo l’o. della buona riuscita dell’impresa
3 privilegio: ho avuto l’o. di incontrare il re; in formule di cortesia: posso avere l’o. di invitarla alla festa?, mi fa l’o. della sua presenza?; anche con uso antifr. e iron.: sei venuto anche tu, troppo o., sono mesi che non ti si vede!
4 spec. al pl., tributo d’omaggio e di stima: ricevere qcn. con tutti gli onori
5 atto di adorazione, spec. nei confronti della divinità: o. e gloria a Dio
6 spec. al pl., titolo di onorificenza: giungere ai più alti onori
7 CO spec. con iniz. maiusc., in Inghilterra, titolo attribuito ad alti personaggi, spec. a giudici e magistrati: Vostro O.
8 TS giochi, carta, pezzo, combinazione o risultato che dà diritto a un maggior punteggio
9 OB ornamento che conferisce dignità, lustro o che abbellisce
Sul mio onore
dalla rubrica BUOBGIORNO,
di Massimo Gramellini, su La Stampa.itStrana terra, il Montana. Capita che un professore proveniente da quelle praterie sia il primo americano chiamato a insegnare in una nostra facoltà di economia, all’interno di un corso di laurea in lingua inglese. Capita che il professore, senza alcun intento ironico, scelga come argomento delle sue lezioni italiane «l’etica negli affari». E capita che il giorno dell’esame tenga ai ragazzi il seguente sermoncino: «Andate a casa e speditemi la prova scritta con la posta elettronica, entro le 17 di domani, premettendo: dichiaro sul mio onore di aver svolto l’esame senza l’aiuto di nessuno».
Dice che i ragazzi hanno sbattuto gli occhi e scrollato le orecchie, come se avessero capito male. Dice che qualcuno ha chiesto ai compagni cosa fosse questo «onore», di cui non avevano mai sentito parlare alla tv. Dice che hanno interpellato il padre di uno studente, perché da giovane aveva studiato negli Stati Uniti, e che quel padre ha risposto così: «In America pensano che la scuola serva a forgiarti per le battaglie della vita. E nella vita una cosa sola è fondamentale. Avere…». «… fortuna», lo ha interrotto un ragazzo. «… la raccomandazione», ha detto un altro. «… fiducia in se stessi», ha risposto, finalmente, un terzo. «Proprio così» – ha concluso quel padre -. «Se tu copi a un esame, vuol dire che non hai fiducia in te stesso». «No, vuol dire che ne ho di più in qualcun altro», ha ammiccato un quarto studente. I primi due troveranno un impiego, forse. Il terzo sarà costretto a emigrare. Il quarto, temo, farà un carrierone.
