dal Corriere.it
SGARBI - Il nuovo sindaco di Salemi, nel Trapanese, è dunque il critico d’arte Vittorio Sgarbi, eletto al ballottaggio con il 60,69% delle preferenze. Appoggiato dall’Udc e dalla Democrazia cristiana, ha battuto Alberto Scuderi, candidato del Pd. «Ringrazio i cittadini di Salemi – ha commentato l’ex assessore alla Cultura del Comune di Milano -. L’orientamento che hanno indicato votandomi è evidentemente quello di uscire dall’isolamento e portare Salemi al centro dell’attenzione, non tanto per la sua storia antica e recente che è legata al terremoto del Belice, ma per la sua importanza culturale, geografica, quale centro di un’economia fortemente rappresentativa della Sicilia, che ha riflesso sull’intera Val di Mazara». «Salemi sarà l’opposto di Milano – ha aggiunto Sgarbi polemicamente – perché io non ho paura di avere assessori più intelligenti. Io voglio assessori indipendenti, non servi, liberi, non camerieri, anche se ho un grande culto della autorità». Poi ha anticipato alcuni nomi che comporranno la sua giunta: Peter Glidevel avrà una delega all’agricoltura e alla cultura, Oliviero Toscani sarà assessore alla comunicazione e Alain Elkann si occuperà di religione e diritti umani. «Farò di Salemi la città del dialogo tra le religioni, perché lì ci sono testimonianze delle tre religioni monoteiste» ha concluso il neo sindaco.
© 2008 ninny

8 Comments
Come spero motli cittadini salemitani, attendo di sentire cosa Vittorio Sgarbi farà per accendere un motore cittadino in grado di continuare a ‘rotare’ anche quando lui (tra 10, 20 o 30 anni..) lascerà l’incarico per i normali sviluppi della vita di ognuno di noi.
Nella storia della provincia di Trapani, già altri sindaci, più o meno illustri, di città limitrofe a Salemi hanno sperimentato la strutturazione della propria città in (pseudo)vetrine culturali. Ma cosa ne è rimasto oggi della vita economica e culturale dei cittadini, ad esempio, di Gibellina, Marsala, Trapani? Solo le insegne decadenti di aleatori fasti di un decennio (manco due!) che calando sulle città si sono diradati come la nebbia al primo colpo di vento.
Sempre, poi, che non si voglia stabilire – ancora un altro esempio, la mia passione! – che un festival del cinema a Spoleto faccia degli spoletani ottimi cineasti o cittadini dalla particolare sensibilità artistica. Se mediamente lo sono, è perchè il tessuto civico di quelle realtà municipali si è concretamente costruito, pur tra alti e bassi, in anni ed anni (se non secoli) di governo in nome di un presunto orgoglio per la comune cittadinanza dei suoi abitanti.
Per Sgarbi mi sembra normale, ma stupisce che personalità come Elkann o Toscani scendano in Sicilia per mettersi al servizio di un personaggio mediocre o molto discutibile come l’ex deputato regionale Giammarinaro.
Altro che “testimonianze delle tre religioni monoteiste”!
Qui, è proprio il caso di dire che non c’è più religione…!
Come volevasi dimostrare.
Dopo la defezione del magistrato Riggio, oggi si annuncia anche quella di Elkann dalla giunta Sgarbi.
Il tutto nel più completo silenzio e con la complicità di talune mezze calzette dell’informazione che nei giorno precedenti tanto ne avevano enfatizzato l’annuncio.
E ancora ne vedremo delle belle!
Cosa diceva Klaus dei giornalisti?
Lo ricordate?
Prima di tutto, Klaus chi?
E’ lapalissianamente un refuso:una “elle” al posto della “erre”! Chiedo scusa.
In ogni modo la sostanza della mia osservazione rimane intatta. Non credi?
Karl Kraus: autore satirico, saggista, aforista, commediografo e poeta, viene generalmente considerato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del ventesimo secolo ed è noto specialmente per le sue critiche taglienti alla cultura, alla società, ai politici tedeschi e alla stampa…
ma non ho rintracciato cosa dicesse dei giornalisti…
pur tuttavia mi pare di capire che tu abbia un giudizio critico sui giornalisti. Ebbene, il discorso è alquanto complesso perchè include tante variabili, a seconda che si tratti, per esempio, di informazione locale o regionale/nazionale, di carta stampata o emitennza televisiva. Ecco perchè, pur condividendo un certo atteggiamento critico verso l’informazione così come oggi sembra strutturata e funzionare, inziative come le ultime di Beppe Grillo non riescono a convincermi del tutto.
Non ho niente a che fare con Grillo e non ce l’ho con la categoria o, se vuoi, con i professionisti della carta stampata, ma solo con taluni che si autoproclamano tali senza averne i requisiti(spesso non sanno cosa sia il congiuntivo o la consecutio),inseriti negli albi regionali dei pubblicisti con criteri che tu sai.
Questi signori,in definitiva,sono quelli che determinano l’informazione quotidiana nelle realtà di centinaia di paesi.
E in una regione come quella nostra, dove la lettura dei giornali spesso è limitata ad una sola testata, il fatto diventa davvero preoccupante. Specialmente ora con la diffusione degli addetti stampa nei vari enti pubblici, assunti senza uno straccio di regolare concorso i quali spesso si fregiano pomposamente del titolo di “esperti della comunicazione”.
Si vine a creare una sorta di complicità tra questi “esperti” (ben pagati) e quanti confezionano le notizie nelle redazioni con gli stipendi di fame che tutti conoscono.
Tu, che sei siciliano, dovresti sapere, ad esempio, di quanti addetti stampa poteva usufruire l’ex presidente regionale Cuffaro.
Ma il fenomeno è molto più diffuso di quanto si creda, coinvolgendo persino piccolissimi comuni di appena mille/duemila anime: un modo come un altro per incrementare l’esercito del clientelismo, potresti dire.
Io ritengo invece che si tratti di qualcosa ben più grave.
Quello dell’informazione è un settore molto sensibile e ne va di mezzo persino la convivenza democratica.
Per me è un fenomeno disgustoso. Dovresti vederli questi signori bivaccare negli enti pubblici(province,comuni,ato)ma sempre zelanti nel tirare la volata al potente di turno con ridicoli quanto propagandistici comunicati sapendo di poter contare sul giuoco di sponda offerto dal collega “giornalista”, spesso sottopagato e che rimane in lista di attesa per essere assunto anch’egli in qualche altro ente negiorni a venire!
Quanta miseria!
Quanto a Kraus e i giornalisti, ti farò sapere.
La memoria spesso produce errori.
Come si potrebbe non concordare con la tua analisi. Purtroppo, mi verrebbe da dire.
Istintivamente capisco che sindaci di aree metropolitane come Roma, Milano, Palermo, Bari, Napoli, Bologna, Genova… ecc.. abbiano bisogno di grandi strumenti di comunicazione, tra cui (interi staff di) addetti stampa.
Sempre istintivamente, capisco meno – o non capisco affatto – l’esigenza di comuni della dimensione di Salemi, Marsala, Trapani, Mazara o Catselvetrano di averne, o almeno di averne in pianta stabile. Arriva il “Luglio musicale trapanese”, o la stagione estiva del Teatro di Segesta? Basta servirsi di servizi “free lance”, ce ne sono di ottimi ed a buon mercato anche sul territorio.
Ma, senza voler fare facile qualunquismo, arrivo a credere che per molti “piccoli” amministratori, al di là del lo spicciolo clientelismo, poter articolare espressioni come “il mio addetto stampa”, “il mio autista”, “il mio segretario particolare”, come fossero dei veri e propri personaggi di livello nazionale, sia una delle poche cose per cui valga davvero fare il Sindaco (o il Presidente del Consiglio comunale!)