in Lettera dall’Inferno, Garzanti, 2008
“Leggi questa lettera. Leggila bene. La voce che ti parla ti terrà sveglio la notte”.
dalla prefazione di Elie Wiesel
Giungla colombiana
mercoledì 24 ottobre
ore 8 e 34
in un mattino piovoso
Mia piccola mamma cara e adorata,
[…] sono stanca. stanca di soffrire. Sono stata, ho cercato di essere forte. Questi sei (quasi) anni di prigionia mi hanno dimostrato che sono meno coraggiosa, intelligente e forte di quel che pensavo. Ho combattuto molte battaglie, ho cercato di scappare più di una volta, ho cercato di conservare la speranza così come si tiene la testa sopra il pelo dell’acqua. Ma oggi, mamita, mi sento sconfitta.
[…] Sento che i miei figli vivono una vita sospesa, aspettando che io venga liberata. E la tua sofferenza quotidiana, quella di tutti voi, mi fa pensare che la morte sia un’opzione dolce. Raggiungere papà, per lui non ho mai finito il lutto: ogni giorno ,da quattro anni, piango la sua morte. Credo sempre che prima o poi smetterò di piangere, che ormai il dolore si è cicatrizzato. Ma quel dolore ritorna e si avventa su di me come un cane infedele, e ancora una volta sento il mio cuore in mille pezzi. Sono stanca di soffrire, di portare ogni giorno con me questo dolore, di mentire a me stessa pensando che tutto questo avrà forse una fine, e di constatare invece che ogni giorno è lo stesso inferno del precedente. Penso ai miei figli […]. Così tanta vita è trascorsa tra di noi, come se la terrafermafosse scomparsa nella lontananza. Sono gli stessi e sono diversi. Ogni secondo della mia assenza, quando non posso essere lì per loro, per curare le loro ferite,per consigliarli, per dar loro forza, la pazienza e l’umiltà per affrontare la vita, tutte queste occasioni perdute per essere madre avvelenano i momenti della mia infinita solitudine, è come se mi iniettassero del cianuro nelle vene, goccia dopo goccia…
Ingrid Betancourt, nata nel 1961, di nazionalità francese e colombiana, è stata deputato e poi senatore in Colombia, dove conduce una lotta incessante e coraggiosa contro la corruzione e i narcotrafficanti. E’ stata rapita dalle FARC nel 2002, quando era candidata alla presidenza della Repubblica. Prima di ricevere questa lettera, la famiglia non aveva sue notizie nè prove della sua esistenza in vita dall’estate del 2003.

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