s.m.
1 TS biol., med., l’espiantare
2 TS biol., frammento di tessuto od organo prelevato da esseri viventi e coltivato in vitro | TS med., organo espiantato
Fucilati ed espiantati
di Alessandro Gilioli, su L’Espresso.it on line
In Cina ai condannati a morte vengono espiantati gli organi per darli a ricchi cinesi. Un traffico che è stato documentato da un libro-inchiesta della Laogai Foundation e da un dvd da cui L’Espresso può mostrare un estratto (clicca qui).
Yang Jun è un medico cinese che oggi abita a San Francisco ma, quando viveva ancora nella provincia di Heilongjiang, aveva il compito di prelevare gli organi dai condannati a morte e trapiantarli nei pazienti del suo ospedale. La sua è una delle tante testimonianze che compaiono nel libro ‘Cina, traffici di morte’ curato dalla Laogai Foundation e appena edito in Italia da Guerini.
Si tratta di una approfondita e agghiacciante inchiesta, con dozzine di nomi ed episodi, su una delle pratiche più aberranti del sistema carcerario cinese: quella per cui ai condannati a morte vengono espiantati tutti gli organi utili (soprattutto reni, cornee e pancreas, ma anche cuore, fegato e polmoni) destinati a ricchi cinesi, gerarchi dell’apparato statale o cittadini benestanti residenti all’estero. In alcuni casi, documenta l’inchiesta, i reni vengono espiantati addirittura alcune ore prima dell’esecuzione, per assicurarsi che siano ben funzionanti.
Oppure accade che subito dopo la fucilazione i dottori iniettino nel condannato alcune sostanze per prolungare il battito cardiaco e consentire quindi agli organi di rimanere efficienti. A volte ai cadaveri vengono estratte anche le mandibole comprese di denti che verranno utilizzate a scopi didattici nei corsi universitari di odontoiatria. Nel libro-inchiesta parlano anche alcuni ex militari, che raccontano come siano stati addestrati a sparare un colpo preciso alla nuca per evitare danni agli organi espiantabili.
