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di Tzvetan Todorv, su La Stampa.it
Forse perché sono cresciuto negli anni Cinquanta nella Bulgaria comunista, dove.. i giornali e i libri contemporanei parlavano di un mondo immaginario, dove operai felici vivevano accanto a contadini sorridenti, tutti in comunione tra loro nell’amore per il comunismo, per la patria e il grande fratello sovietico. Invece erano i classici – Gogol o Dostoïevski, Balzac o Stendhal, Cervantes o Shakespeare – a raccontarci la verità. Ma oggi, la letteratura non ha un posto d’onore nella nostra società. Salvo per quelli che lo fanno per mestiere, la letteratura occupa lo spazio del piacere piuttosto che quello dell’utile.
Denuncia del relatore delle Nazioni UnitE Jean Ziegler. In un anno aumenti del 40%. Cresce l’emergenza nei paesi poveri. «Le multinazionali sono responsabili di una sorta di violenza strutturale»
