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Appello per
“La volpe a tre zampe”

da www.volpeatrezampe.it

Al Ministro dei Beni ed Attività Culturali
Sandro Bondi

All’ Amministratore delegato Rai cinema
Caterina D’Amico

 

La Volpe a tre zampe è un film giudicato di interesse culturale nazionale dal Ministero per i beni e le attività culturali con decreto del 10 Luglio 2001.

Il film è tratto da un romanzo di Francesco Costa, edito da Baldini e Castoldi e poi riedito nei tascabili Bur, tradotto in Greco e tedesco.

La Volpe a tre zampe è il lungometraggio di esordio (2003) di Sandro Dionisio, un artista che ha accompagnato nella loro carriera molti maestri del cinema italiano, da Francesco Rosi a Marco Risi, a Giuseppe De Santis, Maurizio Scaparro, Nanni Loy e Mario Martone. E’un film in costume prodotto da Cattleya e Teatri uniti, due tra le più accreditate produzioni nazionali.

La Volpe ha nel cast due star hollywoodiane: Tomas Arana (Il gladiatore, Body guard) e Miranda Otto (La guerra dei mondi, Il Signore degli Anelli) e la più celebre attrice tedesca del momento:Nadja Uhl (Orso d’oro alla Berlinale del 2000)

Il film è stato premiato al Giffoni Film Festival del 2003, ha ricevuto tre premi alla decima edizione del Vieste Film Festival ed è stato presentato con lusinghieri riscontri al Festival di Berlino del 2004, in festivals in Svizzera, Russia, Grecia, Svezia a New York nell’ambito del festival 41 parallelo,e all’Italian film festival di Los Angeles nel 2006, oltre che nella rassegna Bimbi belli, organizzata al cinema Sacher di Roma da Nanni Moretti. E’ stato visto da 40mila ragazzi nell’ambito dei Movie Days organizzati dal festival di Giffoni, venduto e trasmesso con buon esito da 4 televisioni straniere.

Di recente la Rai ne ha acquistato i diritti di antenna.
Il film non è mai stato distribuito nelle sale.

Noi sottoscritti, esponenti del mondo del cinema, della cultura, della politica, delle istituzioni o semplici cittadini che hanno a cuore le sorti del cinema italiano, promuoviamo un appello a sostegno e per il rilancio dell’opera che ha già dimostrato di avere ottime possibilità di diffusione anche internazionale, perché non resti dimenticata negli archivi della Rai, ma se ne garantisca l’immediata diffusione nelle sale nazionali, anche a difesa del diritto dei contribuenti a garantire le opere finanziate col proprio contributo.

Parlare di difesa teorica del cinema italiano rischia di essere insufficiente se non si avvia, nell’ambito degli interventi che Ella sta promuovendo per il rilancio del cinema e della sua industria, un approfondimento specifico relativo alle opere italiane “congelate” e, in particolare al film di Dionisio, in base alle sue specifiche caratteristiche filmiche e tematiche.

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